LA "SINISTRA RIFORMISTA" GENOVESE MOLLA I SEDICENTI DEMOCRATICI AL PROPRIO DESTINO
Sono ormai mesi che, a Genova, i vari partiti sono in piena campagna elettorale per il rinnovo dell’amministrazione comunale, che avverrà tra pochi mesi, in primavera: da quando cioé la Giunta del Markese Doria perde costantemente pezzi, a causa delle decisioni sui temi caldi della politica costantemente rimandate fino ad ora per tirare a campare.
Ormai non si può più procrastinare ulteriormente le scadenze, ed allora i nodi di una alleanza messa insieme con lo scotch vengono al pettine: è indiscutibile, infatti, che la pretesa del Partito (sedicente) Democratico – in quanto formazione di maggioranza relativa – di decidere autonomamente le cose, e obbligare il resto della coalizione a votare con loro per non far cadere la Giunta, non ha più la forza ricattatoria precedente.
Ora che comunque – piaccia o meno, è previsto dalla Legge – si andrà al voto per il rinnovo delle cariche elettive, una parte sostanziosa dell’ala sinistra dell’emiciclo ha deciso di smarcarsi dall’abbraccio mortale con i sedicenti democratici per proporre una alternativa alle folli politiche propugnate, in tutti i campi, da coloro che albergano in via Anton Maria Maragliano 3/5.
A questo proposito va segnalato, per l’importanza strategica della vicenda, il voto contrario – delle consigliere Marianna Pederzolli e Clizia Nicolella della lista che porta il nome del sindaco – al provvedimento, bocciato, con cui il Comune avrebbe ceduto all’azienda privata che si occupa dell’erogazione del gas (Iren) la maggioranza delle azioni di quella pubblica dello smaltimento rifiuti (Amiu).
Per parte sua, il rappresentante di Possibile, Gianpaolo Malatesta – che, a differenza delle sue due colleghe sopra citate, si è astenuto «per non votare come Toti e le destre» – ha già annunciato che il movimento di cui fa parte non ha alcuna intenzione di proseguire nella collaborazione con i sedicenti democratici.
A questo punto, se sono valide anche fuori dall’ambito piemontese le indicazioni che vedono in questi giorni il Pastore Valdese ed il partito ecumenico partecipare ad iniziative con Possibile e altri soggetti della “sinistra antiliberista”, si può pensare che anche dalla romana via Scialoja 3 – la sede nazionale di Rifondazione – sia stata data indicazione di procedere in questo modo su tutto il territorio nazionale.
Ma c’è anche chi ha fatto di meglio: il Partito Comunista Italiano, che qui è uscito dalla maggioranza già nel gennaio del 2015, ha sancito – persino utilizzando lo strumento di un documento congressuale nazionale – il definitivo distacco, senza possibilità di deroga da parte delle istanze periferiche, dalla cricca renziana.
Resta da vedere come si comporterà Sinistra Italiana: se cioé la maggioranza dei fassiniani e svendolini genovesi seguirà le indicazioni della dirigenza nazionale provvisoria – la falsa moglie di Fassino è contraria a continuare a fare da servi al Partito (sedicente) Democratico – o quelle dei suoi rappresentanti in Parlamento, che qui sono "aventiniani".
Il primo, e fino ad ora unico, a muoversi è stato il presidente del Municipio II Medio Ponente, Simone Leoncini: nel corso di una conferenza stampa - convocata per le ore undici di mercoledì ventidue febbraio, presso l'associazione Giardini Emanuele Luzzati - ha auspicato la «creazione di un campo progressista, composto non solo dai partiti tradizionali, compreso il Pd, ma anche dalla società civile, perché nessuno di loro può dirsi autosufficiente».
Questo agglomerato «deve - a suo dire - dimostrarsi capace di rilanciare Genova attraverso una profonda innovazione della macchina comunale, delle politiche di bilancio e del personale dello stesso Ente, e del riconoscimento del turismo quale la ricchezza più importante della città».
La sensazione è che ci si trovi alla fine di un’epoca: il partito cattocomunista, che in città – sin da subito dopo la Liberazione dal fascismo italiano e da quello tedesco – ha sempre fatto il bello e il cattivo tempo, ha moltissime possibilità di subire un rovescio di dimensioni colossali; resta da capire chi si avvantaggerà di questa situazione, ma al momento è troppo presto per fare una previsione in tal senso.
Genova, 23 febbraio 2017
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
http://pennatagliente.wordpress.com